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A preliminary bibliography on parametric typography

Hildebrandt, S., Tromba, A. (2007) Principi di minimo. Forme ottimali in natura, Edizioni della Normale, Pisa.

Knuth, Donald K. “Mathematical Typography” in Bulletin (New Series) Of The American Mathematical Society, vol 1,  #2. March 1979

Southall, R. (2005). Printer’s Type in the Twentieth Century: Manufacturing And Design Methods, Oak Knoll press, New Castle.

André, J., Delorme, C. (1990). Le Delorme, un caractère modulaire et dépendant du contexte, in Communication and Langages no. 86.

Jacky H. Changyuan H., Jakob G., Roger H. (1998). A window-based method for automatic typographic parameter extraction, EP ’98/RIDT ’98 Proceedings of the 7th International Conference on Electronic Publishing, Held Jointly with the 4th International Conference on Raster Imaging and Digital Typography: Electronic Publishing, Artistic Imaging, and Digital Typography, Springer-Verlag London.

Karow, P. (1987). Digital Formats For Typefaces, Urw Verlag, Amburgo.

Knuth, D. E. (1986). Computers & Typesetting, Volume E: Computer Modern Typefaces, Addison-Wesley Pro.

Knuth, D. E. (1999). Digital Typography, CSLI Publications, Stanford.

Lussu, G. (2007). Tipografia e oltre; in Bucchetti, V., in Culture visive, Edizioni Poli.design, Milano.

Morris, R., André, J. (1991). Raster Imaging and Digital Typography II, Cambridge University Press, Cambridge.

Noordzij, G. (2001). Letterletter: An Inconsistent Collection of Tentative Theories That Do Not Claim Any Other Authority Than That of Common Sense, Hartley & Marks Inc.

Noordzij, G. (2006). The stroke, theory of writing, Hyphen Press, London.

“Parametric Typography as Didactic Method” with L. Perondi and A. D’Ellena, in Quelhas, V.; Marques, H. T.; Mendonça, R. (2012). “III Encontro de Tipografia: Livro de Atas”. Porto: Edição eletrónica do III Encontro de Tipografia, DAI.ESMAE.IPP. ISBN 978-989-20-3439-3

Ruggles, L. (1983). Letterform Design Systems, Department of Computer Science Stanford University, Stanford.

Sassoon, R. (1993). Computers & Typography (vol. 1), Intellect L & D E F a E.

Shamir, A., Rappoport, A. (1997). Quality Enhacement of Digital Outline Font, in Computers and Graphics, Special Issue on Graphics in Electronic Printing and Publishing, 21(6):713-725.

Esce in libreria “Progettare la comunicazione” di Leonardo Romei

Oggi 19 novembre esce in libreria per la collana Scritture di Stampa Alternativa & Graffiti “Progettare la comunicazione”.
Il testo offre tra l’altro riflessioni sul concetto di sinsemia.

http://www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-504-5/leonardo-romei/progettare-la-comunicazione.html

http://www.amazon.it/Progettare-comunicazione-Esempi-esperimenti-modelli/dp/8862225040/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1447922331&sr=8-1&keywords=progettare+la+comunicazione

Copertina_ProgettareLaComunicazione_Light

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Leonardo Romei

Mappe nei giochi

Intro
I giochi sono piccole realtà in cui convergono obiettivi e strategie, e verso cui chi partecipa convoglia massime energie per ottimizzare il proprio risultato. Che ruolo ricopre la scrittura in questi contesti? In che modo può essere d’ausilio o limite nel prendere decisioni?
Cercherò di rispondere a queste domande analizzando alcuni aspetti degli apparati visivi dei giochi, osservando in quale condizione di competizione vengono posti i giocatori e, attraverso una lettura sinsemica, fare considerazioni sulle soluzioni grafiche adottate.

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TestMe wordspaces

We added a very simple new feature to TestMe Font. Referring to this research, we added the possibility for users to change word spacing (this is an addition to the extra wide letter spacing we adopted in TestMe).
You can choice now between four different word spaces.

How to use the feature on TextEdit (Mac):

Schermata 2013-07-27 alle 14.08.52 Schermata 2013-07-27 alle 14.08.40 Schermata 2013-07-27 alle 14.08.32

A test platform for TestMe font/Una piattaforma di prova per la font TestMe

testme copia 2Dyslexia is a Learning Disability with various levels of complexity and types, and this means different needs for each reader.

This is why we chose to design the “TestMe” font family (as you may read here) and to make an online platform that helps to analyze several factors to find better conditions for reading. On the website www.testmefont.com (currently in beta 1.1) you can combine different versions of the font and change some parameters, as spacing between letters and between words, in order to get the best result for you. Every test will help designers and researchers to understand the importance of single factors and to define the future steps of the font development.

The platform is a work-in-progress as the font itself, and it will be improved and extended thanks to the feedback of every user.

Besides the platform on www.testmefont.com, we opened a Facebook page to spread the project, to carry on the debate over this topic, and to keep users constantly updated about the improvements.

Arnaldo Filippini & Luigi Bevilacqua

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La dislessia è un disturbo dell’apprendimento che si manifesta a differenti livelli e tipologie e questo comporta diverse esigenze per ogni soggetto. Da qui l’idea di immaginare la font “TestMe” (presentata nel precedente articolo) e una piattaforma online che possa prendere in considerazione più parametri per individuare le condizioni che migliorano le performance di lettura. Sul sito www.testmefont.com (ora beta 1.1) è possibile combinare le diverse versioni della font e variare parametri, come spazio tra le lettere e tra le parole, per ottenere il risultato migliore per l’utente; ogni test effettuato alimenta un database che aiuta i progettisti a valutare l’incidenza delle variabili introdotte, e a definire le caratteristiche future della font.

La piattaforma, per una font in evoluzione, è un cantiere aperto, dove in base ai feedback degli utenti verranno implementate nuove funzionalità e migliorate le esistenti.

Oltre al sito www.testmefont.com è attiva una pagina Facebook per diffondere il progetto e continuare la discussione sul tema, nonché per tenere informati gli utenti sui cambiamenti introdotti.

Arnaldo Filippini & Luigi Bevilacqua

TestMe a work-in-progress libre font inspired by the principles of Design for All/ TestMe una font libera work-in-progress ispirata ai principi del Design for All

TestMe_Font

Studying the relationship between fonts and reading performance, including the case of Learning Disabilities, we have identified the need for a font that would allow to check some of the typographical features relevant to the reading process.
Luciano Perondi therefore has reworked Titilium, and released a font with Open Font license. We called the result TestMe.
The font TestMe is available in 4 versions based on the same parameters except serifs and differentiation of forms: – TestMe Sans (sans-serif), wide spacing, long ascenders and descenders; – TestMe Sans Alternate, with serifs only on a few letters and forms more clearly differentiated; – TestMe Serif, with serifs on all the letters (still incomplete, missing diacritics and marks); (- TestMe Serif Alternate, forthcoming).
You can download TestMe for free at this link (Open Font License is included): https://github.com/molotro/TestMe02 You can use and modify the font according to the license.
We decided to release it as a “Libre” font because we think that it’s useless to give a single solution to a specific problem. If you have any suggestion or specific needs, please write us, we’ll be glad to have advices to expand the font or your personal customizations.
The practice of Design for All “requires the involvement of end users at every stage in the design process”. For this reason the font is released as a draft, it will be updated little by little with your help, use it with care.

Luciano Perondi & Leonardo Romei

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In seguito allo studio del rapporto tra font e efficacia delle performance di lettura, compreso il caso dei DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), abbiamo individuato la necessità di una font che permettesse di verificare alcune delle caratteristiche tipografiche rilevanti nel processo di lettura.
Luciano Perondi sta dunque rielaborando, a partire da Titilium, una font con licenza Open Font. L’abbiamo chiamata TestMe.
Test Me è presente in 4 versioni uguali rispetto a tutti i parametri tipografici salvo le variazioni relative a grazie e differenziazione delle forme: – TestMe Sans, priva di grazie (sans serif), con spaziatura abbondante e ascendenti e discendenti lughe; – TestMe Sans Alternate, ha le grazie solo su alcune lettere e forme più nettamente differenziate; – TestMe Serif (ancora da completare, mancano gli accenti), ha le grazie su tutte le lettere (serif); (- TestMe Serif Alternate, in arrivo).
TestMe si può scaricare gratuitamente a questo link: https://github.com/molotro/TestMe02
Potete scaricare e modificare il carattere sulla base della licenza allegata. Abbiamo deciso di pubblicare il carattere come carattere libero perché pensiamo che sia inutile darerisposte univoche a un problema specifico.
Se avete suggerimenti o bisogni specifici, siete invitati a scriverci, saremo felici di avere consigli per espandere la font o ricevere le vostre personali modifiche: la pratica del Design for All “esige il coinvolgimento degli utenti finali in ogni fase del processo progettuale“. Per questo motivo le font sono pubblicate allo stadio di prima elaborazione, verranno aggiornate con il vostro aiuto, usatele con cura.

Luciano Perondi & Leonardo Romei

Comunicazione visiva: un’ipotesi sulla dislessia

(Articolo di Chiara Mancini & Leonardo Romei apparso su Link Journal, periodico di informazione della Link Campus University, aprile/giugno 2012. Disponibile in PDF all’indirizzo http://www.unilink.it/wp-content/uploads/2012/05/n_2-aprile-giugno_2.pdf)

Una visione più ampia della scrittura e della lettura, unita all’esperienza del tutoraggio a studenti dislessici, fa emergere prospettive interessanti per l’insegnamento, l’apprendimento e la sua verifica.
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Presentazione del libro Sinsemie alla libreria 121, Milano


Sinsemia, scritture nello spazio (book)

After a long silence I announce that my book has been published by Stampa Alternativa & Graffiti. The book is titled Sinsemia. Scritture nello spazio, that means “Synsemia. Writings in space”. Unfortunately, it is not a science fiction novel.
http://www.libreriauniversitaria.it/sinsemie-scrittura-spazio-perondi-luciano/libro/9788862222952
http://www.amazon.co.uk/Sinsemie-Scrittura-spazio-Luciano-Perondi/dp/8862222955
The book talks about the strategies for writing a non-linear text from the design/composition perspective.

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Riflessioni a partire da “Reality is broken” di Jane McGonigal (1)

Premessa

I giochi e in particolare i videogiochi offrono un ampio margine di lavoro ai progettisti, sia per quanto riguarda l’organizzazione dello spazio del testo, sia rispetto allo sviluppo in sequenza e alle forme di interazione col fruitore.

In continuità col tema introdotto da Luciano Perondi nel post “A new possible thread: video games and synsemia” cercheremo di proseguire l’osservazione.
In particolare verrà preso in esame un testo a cui si accenna nel post citato, ovvero Reality is broken. Why games make us better and how they can change the world di Jane McGonigal.
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A new possible thread: video games and synsemia

The interfaces of what are usually referred to as “construction and management games” [games in which planning and logistic challenges are emphasized, the player’s goal is to build or manage something with limited resources in an ongoing process] (but also strategic ones) are interesting examples of synsemic texts and, above all, they show a concrete application of the idea of analogy.

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Frecce e vettori (2)

[Continua da Frecce e vettori (1)]

Scartabellando in Google Books, ho trovato un primo modo di rappresentare i vettori disegnando una freccia accanto al segmento. La mia prima osservazione è stata che questo modo è meno efficiente di quello a cui siamo abituati, dato che la freccia può sostituire il segmento completamente.
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Frecce e vettori (1)

La freccia, con cui rappresentiamo i vettori, è un segno in grado di dare informazioni diverse che dipendono dalla sua collocazione nello spazio: ci dà informazioni sulla grandezza, sulla posizione (l’origine, la retta su cui il vettore è posizionato) e sull’orientamento (in quale verso è orientato). È un segno molto efficace che sembra riassumere “naturalmente” le proprietà dell’oggetto matematico.

Per trovare l’origine di questa rappresentazione ho seguito lo sviluppo dei vettori descritto nella Storia del pensiero matematico di Morris Kline [1], partendo dai “quaternioni”, introdotti da William Rowan Hamilton come estensione dei numeri complessi: un quaternione è composto da una parte scalare e una parte vettoriale.

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Verso una comprensione del linguaggio visivo delle notizie (1)/Hacia una comprensión del lenguaje visual de las noticias (1)

Verso una comprensione del linguaggio visivo delle notizie.
Gli elementi di differenziazione (1)

Ci sono modi diversi di raccontare perché ci sono cose diverse da dire. Differenti interpretazioni da parte di chi racconta e da parte di chi ascolta, legge o vede. I quotidiani ci raccontano cose, non sono solo notizie, emettono dei messaggi.
Messaggi da un emittente/ricevente che arrivano tramite un canale (multipiattaforma) con un linguaggio particolare, ad un ricevente/emittente. (Secondo Shannon e Weaver abbiamo anche il rumore, la sua “disfunzione” sarebbe un argomento di cui parlare… qual è il livello di rumore nei media tedeschi e nei media italiani…?).

Giornale Tedesco. Frankfurter Allgemeine Zeitung Giornale Italiano. La Stampa

Tre tipi di visione dello spazio

In un brano di una video-intervista avvenuta a Urbino nel 2006, il semiologo Jacques Geninasca (1930-2010) distingue tre tipi spazialità, di rapporti con lo spazio: lo spazio euclideo/cartesiano, lo spazio mitico, lo spazio impressivo.
Nel farlo riprende la distinzione tra le diverse prese o “prensioni” di un testo estetico che proponeva in La parola letteraria (1997, trad. it. 2000): la prensione molare, la prensione semantica, la prensione impressiva o ritmica.
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An analysis of “Carta Pisana”, a navigational chart of the Middle Ages

We present a synsemic analysis of the medieval portolan chart “Carta Pisana”, a map for marine navigation. We talked about this visual artifact even in this post  (in italian).

You can find our visual analysis on Pdf:
https://sinsemia.files.wordpress.com/2011/04/vitanova_2_cartapisana.pdf
and on Prezi:
http://prezi.com/bmtr5omnilij/carta-pisana/

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L’immagine si fa beffe di noi

Per comprendere una immagine, dobbiamo esplorarla con attenzione.
Ma l’immagine sembra volerci risparmiare questa fatica, infatti appare alludere senza incertezze ad un significato ben determinato.
Così si beffa di noi.
Se ci viene mostrato, ad esempio, un disegno molto semplice, io vedo immediatamente che si tratta di una lepre.
Ma un altro, vicino a me, vede un’anatra.
Poi, anch’io vedo un’anatra. E poi ancora, di nuovo una lepre.

Ma, allora, quella era un’immagine di una lepre o di un’anatra?
Forse era il disegno di una lepre solo quando io vedevo una lepre.
Chi mi assicura che quando disegno una freccia, ad esempio, indurrò i lettori a guardare nella direzione giusta? Quella verso la punta?
Anche qui, forse, quello che “è” il disegno, viene determinato fuori del disegno.
Boh.

Gorgia Leontino

A further definition of synsemia

We publish a further illustration of the idea of synsemia we published in italian in “Nova24” of  “Il Sole 24 Ore” last October. This “definition” was written by us after long discussions with Antonio Perri and Giovanni Lussu.

[Synsemia] “[…] is defined as deliberately and consciously placing elements of written language in space, in order to communicate, through space articulation, regularly and in a reasonably unambiguous way. These regularities may only be valid for a specific case, but they must be consistent, rigorous and interpretable without requiring support from the author. They may equally be defined by precise patterns and established habits of assimilation.”

“The term synsemia is comprised of the prefix syn, which comes from Greek (‘with’, ‘together’, used contemporaneously also in the sense of ‘union’), and the noun semía, which comes from ‘sema’, or ‘sign’). Synsemia indicates the means in which signs are found together (in space). The term was coined in 2007 by Giovanni Lussu and Antonio Perri and forms part of critical view that is counterpoint to a lineal and alphabet-centric vision of written language”.

“In this context, the spatial arrangement has a value that is not only instructive but also heuristic: it enables discovery, allows tests to be developed and, therefore, plays a leading role in deductive processes”.

(Perondi, L., Romei, L., 2010, “Letture da recuperare”, in «Nova24» of «Il Sole 24 Ore”, n. 245, 28th October, p. 12-13; english translation by Francesco Franchi in http://www.francescofranchi.com/graphic-literature, 1st April, 2011).

We thank Francesco Franchi (art director for IL – Intelligence in lifestyle of Il Sole 24 Ore) for the translation of the definition we gave in the article “Letture da recuperare” published in “Nova24” of “Il Sole 24 Ore” n. 245  and on “La vita nòva”, iPad App of “Il Sole 24 Ore” (n. 2, v 1.1, April 2011).

Luciano Perondi, Leonardo Romei

A visualization of the topology of the Divina Commedia

We publish a kind of graphical abstract of the Divina Commedia designed by Luciano Perondi and Angelo Monne. The design process was based on a simple synsemic model and the result is a clear (we guess) visual syntax.

Visual analysis of the artifact (Pdf).

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Concilio di Nicea. Approfondimento per La Vita Nòva di Aprile 2011

Su “La Vita Nòva” (Aprile 2011) applicazione per iPad de “Il Sole 24 ore”, nella sezione “Esperimenti”, è uscito l’articolo “Letture da recuperare” di Luciano Perondi e Leonardo Romei.
Nell’articolo, dedicato alla scrittura non lineare e a sua volta scritto in modo non lineare, vengono analizzati venti artefatti visivi di diverse epoche (dal XII al XXI sec) a partire da dieci tag che danno conto delle loro caratteristiche “sinsemiche”.
Per ogni analisi dell’articolo pubblicheremo periodicamente su questo blog un approfondimento in formato Pdf.
Questo è il primo approfondimento:
Analisi visiva Concilio di Nicea (Pdf)

Arnaldo Filippini, Luciano Perondi, Leonardo Romei

Homo videns della terza fase

Il 9 Marzo 2011 Antonio Perri ha tenuto una conferenza nel modulo coordinato da Beppe Chia, Luciano Perondi e me medesimo all’Isia di Urbino.
Il fuoco della conferenza è stato: la scrittura non è riducibile alla rappresentazione visiva del parlato.

L’argomentazione è stata complessa e gli esempi sono stati molti, per dirne sono alcuni: le forme di scrittura non alfabetica; l’impossibilità di trasformare in parole le caratteristiche grafiche di un testo come il carattere scelto, i corsivi e i grassetti; la presenza quotidiana di testi non verbalizzabili in modo univoco (ad esempio le bollette o le bolle di accompagnamento dei pacchi).
Su questa cosa ci sarebbe moltissimo da dire, chi vuole può leggere intanto altri post di questo blog, la voce Scrittura scritta da Perri in Culture e discorso, il suo saggio “Il problema delle unità minime nella scrittura azteca” e gli articoli di Giovanni Lussu e Daniele Turchi.

Ai fini di questo post mi sono però limitato a dare un’occhiata a qualche voce di scrittura presente sulle enciclopedie e ne ho scelte tre, una è tratta da Wikipedia, le altre due da enciclopedie Treccani di diversi periodi storici.

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A proposito dei Graphical Abstract

Un graphical abstract tratto dalla rivista online Cell

Graphical Abstract (abstract grafici?) sono una sintesi espressa in forma visiva del contenuto di un articolo scientifico.

Non li ho mai incontrati in articoli scientifici nell’ambito delle scienze umane. Ho scoperto la loro importanza in ambiti come la biologia e la chimica grazie a Giorgio Napolitani, un ricercatore in immunologia dell’Università di Oxford, con cui parlavo del rapporto tra grafica e comunicazione scientifica.

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Southern Sudan Independence Referendum Position on a Newspaper Website

The image below is a screen shot of http://www.repubblica.it taken on January 13th, 2011 at 10:05 am.
The yellow line indicates the position of the news about Southern Sudan Independence Referendum.


I will take the same screen shot in the next 6 days at the same hour to show the trend and at the end I will post the result.

Leonardo Romei

Alternatives to the arrow and alternative functions of the arrow

Some time ago Giovanni Lussu pointed out an article to me: “pages 47-66 [ Typographica 12], entitled Emphatic fist, informative arrow, with a short text by Edward Wright commenting some pictures by Herbert Spencer of fists (…) and arrows (…).
The article ends this way: “The sign on the highways is really not an arrow at all; it is a diagram which can change direction and be read from a distance at windscreen level. We can call them arrows because ‘arrow’ now means a certain kind of sign”.

1. There are several pointer of sense AND direction (such as fists or aztec footprints (meaning also “movement” or showing a sequence) or even medieval phylakterion);
2. and arrow is used not only to point a “sense” but also to show a sort of hierarchy in the synsemic text (for exemple, on one side of the arrow there is the main text on the other the “explanation”, or the “note”) or simply to “point out” something in the text.

Acupuncture chart from the Ming Dynasty. The "pointer" is used to create a hierarchy between the main text and the explanations.

Luciano Perondi

Arrow in a synsemic perspective (1)

Letter by Galileo to Leonardo Donato, 1609

Some very short notes about the history of the arrow as a graphic sign (there are four previous posts on this topic in italian: 1, 2, 3, 4).
The discussion started from the article “Mapping symbols to response modalities: Interference effects on Stroop-like tasks”(pdf) presenting a Stroop-like experiment on the interference between a word and an “arrow”.
In a few words, from the abstract: “The subjects were required to respond to one stimulus — an arrow (e.g., →) or a word (e.g., left) — and ignore the other”.

The most important result of the experiment, in brief, is that when the subjects have to act (pressing a key), arrow is stronger than letters, while when the subject have to vocalize the arrow is weaker than letters.

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The writing of an architectural project (02)

The image above is a scheme made by OMA for a conceptual masterplan for a cultural district in Honk Kong.

In this image we can define some rules that can be applied to most of architectural projects.

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Noi ad Atene facciamo così

Come stanno le cose?
Se mi siedo per terra e alzo il piede, più volte, a coprire il sole, posso legittimamente affermare che il sole ha la grandezza di un piede umano.

Questa si chiama osservazione sperimentale del fenomeno.

È fondata sulla credenza, mitica, nella induzione. Una serie, sufficientemente lunga, di osservazioni di fenomeni simili ci guida alla formulazione di una legge o per lo meno di una ipotesi.
Se osservo molti cigni bianchi posso ipotizzare che tutti i cigni siano bianchi. Ma basta l’apparizione di un cigno nero e tutto salta. Ma, ancora prima, l’osservazione neppure può esistere senza un insieme di convinzioni precedenti. Cosa osservo? Come osservo? Che cosa è? Boh.

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Fist calligrafici

Nei post precedenti si è cominciato a riflettere sulla freccia come segno grafico.
La freccia ci ha fatto pensare al tema più generale dei segni che indicano direzione e verso. Riporto la definizione di direzione presente nell’enciclopedia Treccani on line: “In matematica, direzione di una retta è l’elemento comune a una retta e a tutte le rette a essa parallele. La direzione di una retta è indipendente dall’ordinamento dei suoi punti (che definisce i due possibili versi). Per es. un punto mobile che percorre la retta si muove sempre nella medesima direzione, sia che avanzi in un verso (o senso) o in quello opposto”.
Nella ricognizione siamo incappati nei fist (le mani con l’indice puntato, usate sia in forma stampata, sia in forma manoscritta), riguardo ai quali mi pare di poter dire che la funzione sia più quella di sottolineare un punto che quella di indicare un verso. Nonostante questo, il fatto che il segno sia orientato spazialmente lo rende significativo nei termini della nostra prospettiva.
Nel libro Trasformation of Knowledge, Early manuscripts from the collection of Lawrence J. Schoenberg (2006, Paul Holberton Publishing, London), ho trovato un fist in un codice del XIII secolo (il fist dovrebbe essere successivo, perché, nonostante sia una riproduzione, inchiostro e mano sono apparentemente diversi). Il codice, del XIII secolo, contiene la Metafisica di Aristotele tradotta da William di Moerbeke:

Aristotele, Metafisica, Manoscritto LJS 25, XIII secolo, folio 69 recto.

Altre riflessioni sulla freccia

Il problema che viene sollevato nel precedente post Effetto stroop e freccia è capire quando la linea comincia a indicare in quale dei due versi viene seguita.

Ho provato a proporre la questione a John Ptak, che ne sa molto. Mi ha risposto (spero non si arrabbierà se lo cito) :

«The index finger as part of an entire hand is seen often, especially in early works (through the Renaissance and into the Baroque) but I must say that I’ve not seen the arrow sign used in its place early, even in the 19th century. When looking at annotated works in the 19th century and earlier it’s mostly lines or dots or dashes and even the drawn finger/hand, but not arrows. Good question! I don’t have an answer, but I suspect that the use of the arrow is very (100-150 years?) recent».

A me pare di poter ipotizzare che se linee non dirette per unire parti di un’immagine a un commento si ritrovano anche molto indietro nel tempo (in Leonardo, in testi d’ottica islamici d’un millennio fa, dove si confondono con svolazzi calligrafici, in altre immagini che Leonardo e Luciano stanno scoprendo), non pare semplicemente si sentisse il bisogno di specificare la direzione (e in effetti, se ci pensate, anche nei testi di oggi spesso la freccia è del tutto inutile, la relazione spesso è bidirezionale – di sicuro, mi verrebbe da dire però, quando la freccia c’è punta sempre dal testo verso l’immagine, come a segnare una sorta di prevalenza gerarchica del testo? Tutte ipotesi traballanti da verificare).

Le barre di scala nelle mappe medievali


In “Effetto Stroop e freccia” Luciano Perondi chiudeva ponendo domande sull’utilizzo della prima freccia come simbolo di verso e direzione, le sue richieste hanno ricevuto risposte interessanti che presto pubblicheremo, dunque continuiamo sulla strada dei  particolari che possono avere una ricaduta più ampia.
L’immagine in alto non è un dettaglio di una carta geografica realizzata nel 1400, nell’epoca rinascimentale, ma di una carta nautica medievale, è la così detta Carta Pisana, conservata alla Bibliotèque nationale de France, visibile nel suo insieme qui. Risale agli ultimi decenni del 1200.

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Effetto Stroop e Freccia (2/2)

(Continua dal post precedente)

Dai risultati degli esperimenti si possono trarre alcuni elementi rilevanti.
Si può assumere che la freccia sia uno degli elementi fondamentali con cui confrontarsi per progettare scrittura nello spazio, fa parte infatti del “limitato numero di simboli” con validità esterna all’artefatto ed è peraltro vocalizzabile in tempi paragonabili a quelli dei caratteri alfanumerici, come abbiamo visto.
Si è condotti a concentrare l’attenzione sul fatto che l’uso della freccia per indicare un “verso” è un fatto piuttosto recente (e quindi appreso?), ma probabilmente il segno è in qualche modo più coerente con l’azione di una parola composta di caratteri alfanumerici.

Lettera di Galileo a Leonardo Donato del 1609

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Effetto Stroop e freccia (1/2)

Di fronte a un cartello come questo da che parte girereste?

Nell’articolo di Baldo, Shimamura e Prinzmetal (1998) “Mapping symbols to response modalities: Interference effects on Stroop-like tasks”(pdf) vengono proposti degli esperimenti in cui si chiede ai soggetti di rispondere a uno stimolo: in alcuni casi una freccia, in altri una scritta. Come nell’esperimento originale sull’effetto Stroop, si vuole verificare se la presenza di uno stimolo irrilevante in contraddizione con quello rilevante provochi una “interferenza” (dovuta alla persistenza proprio dello stimolo irrilevante).
In particolar modo si cerca di verificare se l’interferenza aumenta quando il compito richiesto ai soggetti dell’esperimento ha una maggiore compatibilità con lo stimolo irrilevante (il compito azione compatibile con lo stimolo freccia, il compito vocalizzazione con il testo alfanumerico).

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The writing of an architectural project (01)

The image above is a graphic artifact I designed to explain the concept of an architectural project: a wine-cellar in Argentina.

In order to communicate an idea through white bi-dimensional space you must think first about the space of the text, choosing which part of the concept will be the main and which will be subordinate, what has to be communicated first and what is just secondary.

Then you must plan how to design the page and the relation between images and text.
Sometimes the text explains the images, otherwise text and images are strongly related and they would lose their meaning if they are separated, or the images are created to explain the text.

Synsemic analysis (pdf)

Elisa Pardini

Sullo spirito di questo blog

Il tema di questo blog pensiamo sia chiaro, ma a tre settimane dalla sua nascita, vogliamo chiarire il suo spirito. Continue reading

Un passo indietro

Facciamo un passo indietro. E poi un altro.

L’espressione è completamente diversa dalla mera rappresentazione, è molto di più e non può essere da questa derivata.

Se il linguaggio non fosse che un sistema di segni aventi una significazione fissa, non potrebbe mai essere in grado di comunicare fatti nuovi. Se la sua funzione consistesse esclusivamente nel rappresentare pensieri o fatti per mezzo di simboli, esso potrebbe rappresentare soltanto quei pensieri o fatti cui è stato assegnato un segno in precedenza; un fatto nuovo sarebbe quello cui nessun simbolo è stato assegnato, sarebbe perciò impossibile comunicarlo.

Al contrario, la caratteristica essenziale del linguaggio consiste nella sua capacità di esprimere fatti, compresi i nuovi fatti, insomma tutti i fatti.

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Riflessioni su sinsemia e mappe mentali

Trovo interessante la definizione di sinsemia perché offre una stimolante chiave di lettura del mio lavoro di ricerca:  da diversi anni studio e applico il metodo delle mappe mentali sviluppato dal cognitivista inglese Tony Buzan agli inizi degli anni ’70.

Una mappa mentale è la rappresentazione grafica del pensiero attraverso parole e immagini secondo una struttura gerarchico-associativa che si sviluppa in senso radiale. Essa si basa sulla capacità naturale della mente umana di associare idee e pensieri in maniera non lineare e permette di sfruttare al meglio le potenzialità latenti dell’emisfero destro del nostro cervello, cioè quello che elabora le informazioni in modo globale, creativo, intuitivo, emotivo e farlo lavorare in sinergia con l’emisfero sinistro che invece è logico, razionale. Per questo la mappa mentale può essere considerata come la “traduzione biologica” delle idee. Continue reading

How to ski by the french method

How to Sky (our highlights are in green)

How to Ski by the French Method by Emile Allais, with photos and layout by Pierre Boucher, Editions Fleche Publishers, Paris, 1947.

In our opinion one of the most complete exemple of text synsemically displayed. A contemporary “synsemic masterpiece”.

In this picture all the graphic “tools” are used as writing elements, without distinction and separation between pictures, alphanumeric characters, graphic elements.
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Synsemia and typefaces

New typeface for Il Sole 24 Ore

Today on Il Sole 24 Ore, an important italian newspaper, Luciano Perondi presents his new typeface  “Sole Serif”, that will be adopted, starting tomorrow, in the weekly cultural supplement. So a few words on type design and the synsemic perspective.

Aren’t they in opposition? If synsemia is the study of the non linear organization of elements of writing, type design shouldn’t be its opposite? Actually alphanumeric characters are elements of writing which needs to be organized in the space.

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Una nota di Massimo Pistone

Qual è la caratteristica principale dell’omino bianco? che è nero. Ma, per notarlo, si deve uscire dal contesto.
La parola, il logos, per noi occidentali è sempre un potente signore. Prevale sulla figura e la fa serva.
Solo se la parola è eliminata, la figura parla. Il tentativo di Otto Neurath è questo e mi sembra che funzioni.
Le indicazioni iconiche dei WC sono una applicazione della sua ipotesi: è difficile sbagliare porta.
Massimo Pistone

Riflessioni su sinsemia e design della comunicazione

L’idea di sinsemia è estremamente interessante e potrebbe rappresentare una cornice di riflessione che “tiene insieme”, tendendo verso una “regia unificata”, pratiche del progetto di comunicazione visiva, che specializzatesi su singoli media, stentano a reggere il confronto con la situazione attuale dove i segni di linguaggi differenti devono convivere. Oggi risulta pressoché impossibile pensare un progetto grafico senza prevederne le declinazioni e gli sviluppi su carta, schermi, tablet, LIM… Sarebbe auspicabile che il concetto di sinsemia si espandesse accogliendo lo studio dell’interazione, sia tra caratteri alfanumerici e figure, che tra suoni, immagini, movimento e interattività. Questo è l’orizzonte entro il quale oggi si deve muovere il grafico. Disporre di una ambito di riflessione che è in grado di raccogliere le interazioni tra i vari linguaggi è sicuramente una prospettiva quantomeno allettante. Sarà possibile?
Beppe Chia

Unfortunately frequent kind of synsemia

A telephone bill of BT with synsemic analysis

Synsemia is more usual than we can think, unfortunately.
We can read vertical and horizontal alignments to understand (to infer) relations between elements. And we can get the hierarchy of text elements from size.
Synsemic analysis in pdf

Leonardo Romei & Luciano Perondi

Sinsemia su “Guardare e leggere”

Daniele Barbieri ha pubblicato un post che descrive il nostro blog, riprende il tema della sinsemia e pone molte questioni e critiche interessanti. Meditiamo e presto rispondiamo.

Luciano Perondi & Leonardo Romei

Euler Diagrams

This is a page from “Letters of Euler to a German Princess, on Different Subjects in Physics and Philosophy”, written by Leonhard Euler.
Which part is the illustration, and which is the main text? As you can see the demonstration of Eulero is strongly based on the succession of graphics elements.
In the first printed version (in french) it is possible to see how deeper was the relation between alphabetic text and diagrammatic text. It could be interesting to see which was the relation between elements in the original manuscript.

Leonardo Romei & Luciano Perondi

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Velocità di lettura o comprensione?

Luca De Biase in un post riprende brevemente una ricerca di Miratech che confronta la lettura su iPad e su carta stampata.
Jacob Nielsen nel luglio 2010 ha condotto una ricerca simile, il testo da leggere in questo caso è una storia di Hemingway letta sulla applicazione iBook per iPad.

La ricerca di Nielsen indicherebbe che la rapidità di lettura su iPad è del 6% inferiore a quella del libro, una differenza però  dichiarata  “marginalmente significativa”, in altri termini potrebbe essere legata solo a fattori casuali e non essere valida su una popolazione più ampia.
Di questa ricerca sono presenti on line solo alcune indicazioni sulla metodologia utilizzata quindi non è possibile capire quale sia il suo fondamento scientifico.
In ogni caso ci dice solo una cosa: il riconoscimento della scrittura alfabetica (o meglio alfanumerica) sembra avvenire con tempi molto simili su libro o iPad.

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Codex Mendoza

Autori anonimi, inizio XVI sec, Codex Mendoza, folio 2 recto, manoscritto, Bodleian Library of the University of Oxford, MS. Arch. Selden. A. 1.

Una ripresa dell’articolo pubblicato su Nòva 24 (scritto con la consulenza di Antonio Perri, ma la responsabilità degli errori è nostra).

La composizione di questo artefatto permette di visualizzare tutte insieme nozioni storiche, politiche e geografiche in una narrazione in cui però non c’è un’unica sequenza di lettura predeterminata.

Ogni elemento grafico presente nella pagina (compresi il colore, la posizione nello spazio e l’orientamento dei pitto-grafemi) ha un significato ben definito.

Non esiste nessun tipo di distinzione tra scrittura e immagine. Ogni elemento è allo stesso tempo pienamente scrittura e pienamente immagine. Si può leggere in modo ragionevolmente univoca ed è possibile vocalizzarlo.

Analisi sinsemica in pdf

Rimandiamo anche all’articolo di Antonio Perri “Il problema delle unità minime nella scrittura azteca“.

Leonardo Romei e Luciano Perondi

I diagrammi di Alberto Mario Cirese (1)

L’opera di Alberto Mario Cirese, rigoroso maestro dell’antropologia o meglio nelle sue parole “demo-etno-antropologia”, è una miniera per chi sia interessato al metodo delle scienze sociali e alla riflessione sul discorso scientifico e il pensiero logico.
Nel nostro caso ci interessa il suo uso dei diagrammi: qui ne accenniamo brevemente attraverso le sue stesse citazioni ma ci ritorneremo in futuri post con esempi dei suoi schemi.

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Un articolo su Nova24 e un incontro alla Triennale di Milano

Su Nova24, inserto settimanale del Sole 24 Ore, n. 245  del 28 Ottobre 2010, l’articolo “Letture da recuperare” di Luciano Perondi e Leonardo Romei, con la consulenza di Antonio Perri. Sulla versione on line di Nova24 si trova il  testo dell’articolo, e gli artefatti analizzati nell’articolo.

Alla Triennale di Milano il 18 Novembre 2010 l’incontro Scrittura/Lettura. Le sette vite della pagina, organizzato da Triennale VisionLab e Nova24.

Robert Fludd

RobertFuddBewusstsein17Jh

Robert Fludd. Utriusque cosmi maioris scilicet et minoris […] historia, tomus II (1619), tractatus I, sectio I, liber X, De triplici animae in corpore visione, 1619

By Robert Fludd [Public domain], via Wikimedia Commons

L’immagine descrive la concezione per cui l’anima vede in tre modi diversi.

I rapporti complessi tra i diversi mondi (sensibile, immaginabile, intellettuale), i cinque sensi e le facoltà del pensiero sono resi in maniera sinottica.

La collocazione delle parole in punti specifici del diagramma consente di risparmiare la spiegazione verbale (alfabetica) dei collegamenti.

Analisi sinsemica in pdf

Leonardo Romei e Luciano Perondi

Salterium Brunonis

Le due immagini riproducono due edizioni a stampa di uno stesso testo, il Salterio di San Bruno, e in particolare il Salmo 6.

Nell’edizione del 1485 (In folio) il sistema di avvicinamento spaziale dei commenti conduce ad usare un’interlinea molto ampia tra una riga di testo e l’altra.

 

 

 

Nell’edizione del 1494 (In quarto) la disposizione spaziale è sostituita da un sistema di note. Questo ha permesso di stampare in uno spazio più ristretto lo stesso testo.

 

 

 

 

Nell’edizione del 1494  i commenti sono collegati al testo principale attraverso un sistema di note. Un’informazione che era resa spazialmente nell’edizione del 1485 (legame tra testo principale e commento) è stata trasformata in segni grafici.

L’edizione del 1485 permette un più rapido riconoscimento dell’inizio di ciascun Salmo e sono immediatamente visibili quali sono i passaggi su cui c’è una maggiore concentrazione di commenti dei Padri della Chiesa.

La destinazione d’uso dei due testi ha inciso sulla loro forma grafica: la riduzione degli elementi sinsemici, e di conseguenza la minore visibilità immediata della struttura del testo, è il prezzo che viene pagato per ridurre le dimensioni fisiche dell’oggetto.

L’esempio è ispirato, pur nella diversità delle conclusioni, dall’articolo di Margaret Smith “The typography of complex texts: how an early printer eliminated the scribes’ red” apparso nel 1997 su “Typography Papers”, n. 2, pp. 75-92.

Analisi sinsemica in pdf

Leonardo Romei e Luciano Perondi