Velocità di lettura o comprensione?

Luca De Biase in un post riprende brevemente una ricerca di Miratech che confronta la lettura su iPad e su carta stampata.
Jacob Nielsen nel luglio 2010 ha condotto una ricerca simile, il testo da leggere in questo caso è una storia di Hemingway letta sulla applicazione iBook per iPad.

La ricerca di Nielsen indicherebbe che la rapidità di lettura su iPad è del 6% inferiore a quella del libro, una differenza però  dichiarata  “marginalmente significativa”, in altri termini potrebbe essere legata solo a fattori casuali e non essere valida su una popolazione più ampia.
Di questa ricerca sono presenti on line solo alcune indicazioni sulla metodologia utilizzata quindi non è possibile capire quale sia il suo fondamento scientifico.
In ogni caso ci dice solo una cosa: il riconoscimento della scrittura alfabetica (o meglio alfanumerica) sembra avvenire con tempi molto simili su libro o iPad.

Il riconoscimento delle parole ovviamente non è la lettura, che è fenomeno assai più complesso e sfaccettato, anzi, “si dice in molti modi” e come categoria unica non esiste (su questo abbiamo in mente di ritornare in altri post).
L’affermazione della ricerca citata da De Biase, per cui la lettura su iPad diminuisce il livello di memorizzazione è invece dal nostro punto di vista interessante ma discutibile perché non considera variabili rilevanti.
Ad esempio: com’è costruita l’interfaccia di navigazione? Come è organizzato il testo che viene letto on line? Che rapporto c’è tra “testo” e “immagine”? Che genere di articoli sono stati confrontati? Perché e con quali obiettivi i lettori leggevano?

Le due ricerche non si soffermano su come diverse organizzazioni delle informazioni su iPad possano cambiare i processi di memorizzazione (e, aggiungiamo noi, di comprensione), dando per scontato che l’impostazione dello spazio della pagina, o dello schermo, non sia così rilevante. Ma basta anche solo rivedere il video con i movimenti oculari su iPad per capire quanto invece l’organizzazione della pagina possa fare la differenza.
Chi dice ad esempio che la minore memorizzazione non sia dovuta al fatto che i quotidiani in questione su iPad potevano essere progettati peggio di quelli su carta?

È indubbio che si deve tener conto della specificità dello strumento. Proprio Nòva24 propone in La Vita Nòva (applicazione  per iPad) esperimenti sulla lettura, ma è, a nostro avviso, l’applicazione nel suo complesso ad essere un esperimento di scrittura e lettura su come diverse forme di organizzazione della pagina e dei sistemi di navigazione possono influire sull’esperienza di fruizione e sui processi di comprensione.

Leonardo Romei e Luciano Perondi

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