I diagrammi di Alberto Mario Cirese (1)

L’opera di Alberto Mario Cirese, rigoroso maestro dell’antropologia o meglio nelle sue parole “demo-etno-antropologia”, è una miniera per chi sia interessato al metodo delle scienze sociali e alla riflessione sul discorso scientifico e il pensiero logico.
Nel nostro caso ci interessa il suo uso dei diagrammi: qui ne accenniamo brevemente attraverso le sue stesse citazioni ma ci ritorneremo in futuri post con esempi dei suoi schemi.

In Note provvisorie su Segnicità, Fabrilità, Procreazione del 1979 (poi ripubblicato nel 1984 in Segnicità, Fabrilità, Procreazione) Cirese studia il rapporto tra le diverse azioni e bisogni che costituiscono il vivere sociale.
Nello sviluppo della sua tesi i diagrammi sono parte integrante della scrittura scientifica.
Ne fa uso per rappresentare possibili configurazioni dei rapporti tra le azioni, come scrive a pag. 26. Ma in più punti affida al grafico un valore scientifico superiore: scrive, a pag. 29, “Come è chiaro, la scelta grafica è una scelta teorica” e a pag. 31 nel titolo di un paragrafo leggiamo “Ulteriore proposta grafica di soluzione”.

I grafici non vengono dunque utilizzati solo come strumento di visualizzazione di qualcosa che viene descritto a parole, ma  sono elementi autonomi della dimostrazione, tappe nello sviluppo logico della sua argomentazione.
Cirese probabilmente arriva a questo uso dei diagrammi partendo dal suo storico interesse per la programmazione informatica come simulazione del pensiero logico (celebre il suo programma che genera il calendario Maya, presente nell’archivio on line).
In termini più generali, il valore affidato ai grafici nasce, a mio parere, dalla sua ricerca di strumenti “meta-linguistici” in grado di parlare con distacco del linguaggio e dei fenomeni sociali, e dalla ricerca di metodi per gestire rapporti complessi che il senso comune (ed anche il senso comune scientifico) non riuscirebbe altrimenti a gestire.

Cirese conclude le note, a p. 49, scrivendo:
“Spero solo che risultino ciò che intendevano essere: tentativo di proporre questioni, e richiesta di cooperazione a scioglierle (con giudizio anche sul tentato uso dei grafici come strumento euristico, e non come illustrazione)”.

PS
Nella bibliografia ufficiale di Cirese, a cura di Eugenio Testa, il testo citato corrisponde a 1984a.

Leonardo Romei

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