Monthly Archives: May 2011

Frecce e vettori (2)

[Continua da Frecce e vettori (1)]

Scartabellando in Google Books, ho trovato un primo modo di rappresentare i vettori disegnando una freccia accanto al segmento. La mia prima osservazione è stata che questo modo è meno efficiente di quello a cui siamo abituati, dato che la freccia può sostituire il segmento completamente.
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Frecce e vettori (1)

La freccia, con cui rappresentiamo i vettori, è un segno in grado di dare informazioni diverse che dipendono dalla sua collocazione nello spazio: ci dà informazioni sulla grandezza, sulla posizione (l’origine, la retta su cui il vettore è posizionato) e sull’orientamento (in quale verso è orientato). È un segno molto efficace che sembra riassumere “naturalmente” le proprietà dell’oggetto matematico.

Per trovare l’origine di questa rappresentazione ho seguito lo sviluppo dei vettori descritto nella Storia del pensiero matematico di Morris Kline [1], partendo dai “quaternioni”, introdotti da William Rowan Hamilton come estensione dei numeri complessi: un quaternione è composto da una parte scalare e una parte vettoriale.

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Verso una comprensione del linguaggio visivo delle notizie (1)/Hacia una comprensión del lenguaje visual de las noticias (1)

Verso una comprensione del linguaggio visivo delle notizie.
Gli elementi di differenziazione (1)

Ci sono modi diversi di raccontare perché ci sono cose diverse da dire. Differenti interpretazioni da parte di chi racconta e da parte di chi ascolta, legge o vede. I quotidiani ci raccontano cose, non sono solo notizie, emettono dei messaggi.
Messaggi da un emittente/ricevente che arrivano tramite un canale (multipiattaforma) con un linguaggio particolare, ad un ricevente/emittente. (Secondo Shannon e Weaver abbiamo anche il rumore, la sua “disfunzione” sarebbe un argomento di cui parlare… qual è il livello di rumore nei media tedeschi e nei media italiani…?).

Giornale Tedesco. Frankfurter Allgemeine Zeitung Giornale Italiano. La Stampa